Unione Italiana Consulenti Ambientali

Unione Italiana Consulenti Ambientali

Riconoscimento per Unica Riduci
CONSULENTI TECNICI D’UFFICIO. IMPORTANTE RICONOSCIMENTO PER UNICA

Padova gennaio 2005. Il Tribunale civile riconosce UNICA quale associazione professionale dei Consulenti Ambientali.

In seguito alla domanda di iscrizione all’Albo presentata lo scorso luglio al Tribunale di Padova dal socio ordinario Dott. Alessandro Calore, che ha indicato, come richiesto dalla legge, quale sua rappresentanza professionale di riferimento UNICA.
Il Tribunale ha quindi richiesto la presenza di un rappresentante dell’Associazione appositamente delegato, alla riunione del Comitato presieduto dal Presidente del Tribunale e composto dal Procuratore della Repubblica e dai rappresentanti di categoria dei professionisti che chiedono l’iscrizione, e che, come previsto dall’art.15 del CpC, ha il compito di decidere sulle domande di iscrizione.
Il 19 gennaio scorso il socio effettivo Dott. Guglielmo Romanini, Segretario Nazionale, ha partecipato, in qualità di rappresentante di UNICA, alla riunione del Comitato che ha deliberato, l’accettazione della domanda di iscrizione del collega Calore ed il conseguente riconoscimento formale di UNICA quale associazione professionale di categoria.


Abbiamo posto qualche domanda al dott. Romanini.


D: Qual è stata l’attività espletata dal Comitato?
R: Non sono esperto della materia, è stata infatti la prima volta che ho partecipato a questo tipo di riunione e quindi non so se le modalità operative siano uguali in tutta Italia. Per quel che riguarda Padova, in una sala del nuovo edificio giudiziario, di fronte ai numerosi rappresentanti degli Albi e delle associazioni professionali degli aspiranti all’iscrizione, ed alla presenza del Presidente del tribunale, il Procuratore della Repubblica esaminava i fascicoli contenenti tutta la documentazione necessaria, e rivolgendo alcune domande al rispettivo rappresentante presente. Per quel che riguarda il nostro iscritto, il procuratore, dopo aver constatato, sulla base della documentazione presentata, le competenze tecniche e la professionalità del dott. Calore, mi ha fatto qualche domanda su UNICA e dopo l’assenso del Presidente del Tribunale, ha approvato l’iscrizione del collega.
D. Che cosa ti ha maggiormente colpito?
R. Da una parte la piena disponibilità del procuratore della Repubblica e l’interesse sincero che ha dimostrato nei confronti della nostra Associazione. Dall’altra, l’interesse non proprio… “disinteressato” dei rappresentanti degli Albi presenti appena hanno appreso, in molti casi per la prima volta, dell’esistenza, delle attività e del ruolo che UNICA sta svolgendo per il riconoscimento e la crescita della professionalità del Consulente Ambientale.

 

Riferimenti normativi:


 

I principali articoli di legge che regolano la figura del Consulente Tecnico:

R.D. 18-12-1941, n.1368, “Disposizioni per l’attuazione del codice di procedura civile e disposizioni transitorie”.


CAPO II
Dei consulenti tecnici del giudice.

Sezione I

Dei consulenti tecnici nei procedimenti ordinari.


Art. 13. - Albo dei consulenti tecnici.
Presso ogni tribunale è costituito un albo dei consulenti tecnici.
L’albo è diviso in categorie.
Debbono essere sempre comprese nell’albo le categorie:
1) medico-chirurgica;
2) industriale;
3) commerciale;
4) agricola;
5) bancaria;
6) assicurativa.


Art. 14. - Formazione dell’albo.
L’albo è tenuto dal presidente del tribunale ed è formato da un comitato da lui presieduto e composto dal procuratore della Repubblica e da un professionista, iscritto nell’albo professionale, designato dal consiglio dell’ordine o dal collegio della categoria a cui appartiene il richiedente la iscrizione nell’albo dei consulenti tecnici.
Il consiglio predetto ha la facoltà di designare, quando lo ritenga opportuno, un professionista iscritto nell’albo di altro ordine o collegio, previa comunicazione al consiglio che tiene l’albo a cui appartiene il professionista stesso.
Quando trattasi di domande presentate da periti estimatori, la designazione è fatta dalla camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura.
Le funzioni di segretario del comitato sono esercitate dal cancelliere del tribunale.

Art. 15. - Iscrizione nell’albo.
Possono ottenere l’iscrizione nell’albo coloro che sono forniti di speciale competenza tecnica in una determinata materia, sono di condotta morale e politica (1) specchiata e sono iscritti nelle rispettive associazioni professionali.(2)
Nessuno può essere iscritto in più di un albo.
Sulle domande di iscrizione decide il comitato indicato nell’articolo precedente.
Contro il provvedimento del comitato è ammesso reclamo, entro quindici giorni dalla notificazione, al comitato previsto nell’art. 5. (3)

(1): Il requisito della condotta politica non deve ritenersi più necessario per effetto dell’art.22 della Costituzione.
(2): Le associazioni professionali sono state soppresse per effetto del D.L.vo Luogotenenziale n.382 del 23-11-1944.
(3): L’art. 5 citato non è più operante, per effetto del D.L.vo Luogotenenziale n.369 del 23-11-1944.


Art. 16. - Domande d’iscrizione.
Coloro che aspirano all’iscrizione nell’albo debbono farne domanda al presidente del tribunale.
La domanda deve essere corredata dai seguenti documenti:
1) estratto dell’atto di nascita;
1) estratto dell’atto di nascita;
2) certificato generale del casellario giudiziario di data non anteriore a tre mesi dalla presentazione;
3) certificato di residenza nella circoscrizione del tribunale;
4) certificato di iscrizione all’associazione professionale; (1)
5) i titoli e i documenti che l’aspirante crede di esibire per dimostrare la sua speciale capacità tecnica.
(1): Le associazioni professionali sono state soppresse per effetto del D.L.vo Luogotenenziale n.382 del 23-11-1944.


Art. 17. - Informazioni.
A cura del presidente del tribunale debbono essere assunte presso le autorità politiche e di polizia specifiche informazioni sulla condotta pubblica e privata dell’aspirante.(1)

(1): Il requisito della condotta politica non deve ritenersi più necessario per effetto dell’art.22 della Costituzione.

Art. 18. - Revisione dell’albo.
L’albo è permanente. Ogni quattro anni il comitato di cui all’art. 14 deve provvedere alla revisione dell’albo per eliminare i consulenti per i quali è venuto meno alcuno dei requisiti previsti nell’art. 15 o è sorto un impedimento a esercitare l’ufficio.

Art. 19. - Disciplina.
La vigilanza sui consulenti tecnici è esercitata dal presidente del tribunale, il quale, d’ufficio o su istanza del procuratore della Repubblica o del presidente dell’associazione professionale, può promuovere procedimento disciplinare contro i consulenti che non hanno tenuto una condotta morale e politica specchiata e non hanno ottemperato agli obblighi derivanti dagli incarichi ricevuti.(1)
Per il giudizio disciplinare è competente il comitato indicato nell’art. 14.

(1) Le associazioni professionali sono state soppresse per effetto del D.L.vo Luogotenenziale n.382 del 23-11-1944.
Il requisito della condotta politica non deve ritenersi più necessario per effetto dell’art.22 della Costituzione.

Art. 20. - Sanzioni disciplinari.
Ai consulenti che non hanno osservato i doveri indicati nell’articolo precedente possono essere inflitte le seguenti sanzioni disciplinari:
1) l’avvertimento;
2) la sospensione dall’albo per un tempo non superiore ad un anno;
3) la cancellazione dall’albo.

Art. 21. - Procedimento disciplinare.
Prima di promuovere il procedimento disciplinare, il presidente del tribunale contesta l’addebito al consulente e ne raccoglie la risposta scritta.
Il presidente, se dopo la contestazione ritiene di dover continuare il procedimento, fa invitare il consulente con biglietto di cancelleria, davanti al comitato disciplinare.
Il comitato decide sentito il consulente. Contro il provvedimento è ammesso reclamo a norma dell’art. 15 ultimo comma.

Art. 22. - Distribuzione degli incarichi.
Tutti i giudici che hanno sede nella circoscrizione del tribunale debbono affidare normalmente le funzioni di consulente tecnico agli iscritti nell’albo del tribunale medesimo.
Il giudice istruttore che conferisce un incarico ad un consulente tecnico iscritto in albo di altro tribunale o a persona non iscritta in alcun albo, deve sentire il presidente e indicare nel provvedimento i motivi della scelta.
Le funzioni di consulente presso la corte d’appello sono normalmente affidate agli iscritti negli albi dei tribunali del distretto. Se l’incarico è conferito ad iscritti in altri albi o a persone non iscritte in alcun albo, deve essere sentito il primo presidente e debbono essere indicati nel provvedimento i motivi della scelta.

Art. 23. - Vigilanza sulla distribuzione degli incarichi.
Il presidente del tribunale vigila affinché senza danno per l’amministrazione della giustizia, gli incarichi siano equamente distribuiti tra gli iscritti nell’albo.
Per l’attuazione di tale vigilanza il presidente fa tenere dal cancelliere un registro in cui debbono essere annotati tutti gli incarichi che i consulenti iscritti ricevono e i compensi liquidati da ciascun giudice.
Questi deve dare notizia degli incarichi dati e dei compensi liquidati al presidente del tribunale presso il quale il consulente è iscritto.
Il presidente della corte di appello esercita la vigilanza prevista nel primo comma per gli incarichi che vengono affidati dalla corte.

 


CONSULENTI TECNICI D’UFFICIO. IMPORTANTE RICONOSCIMENTO PER UNICA

Padova gennaio 2005. Il Tribunale civile riconosce UNICA quale associazione professionale dei Consulenti Ambientali.

In seguito alla domanda di iscrizione all’Albo presentata lo scorso luglio al Tribunale di Padova dal socio ordinario Dott. Alessandro Calore, che ha indicato, come richiesto dalla legge, quale sua rappresentanza professionale di riferimento UNICA.
Il Tribunale ha quindi richiesto la presenza di un rappresentante dell’Associazione appositamente delegato, alla riunione del Comitato presieduto dal Presidente del Tribunale e composto dal Procuratore della Repubblica e dai rappresentanti di categoria dei professionisti che chiedono l’iscrizione, e che, come previsto dall’art.15 del CpC, ha il compito di decidere sulle domande di iscrizione.
Il 19 gennaio scorso il socio effettivo Dott. Guglielmo Romanini, Segretario Nazionale, ha partecipato, in qualità di rappresentante di UNICA, alla riunione del Comitato che ha deliberato, l’accettazione della domanda di iscrizione del collega Calore ed il conseguente riconoscimento formale di UNICA quale associazione professionale di categoria.


Abbiamo posto qualche domanda al dott. Romanini.


D: Qual è stata l’attività espletata dal Comitato?
R: Non sono esperto della materia, è stata infatti la prima volta che ho partecipato a questo tipo di riunione e quindi non so se le modalità operative siano uguali in tutta Italia. Per quel che riguarda Padova, in una sala del nuovo edificio giudiziario, di fronte ai numerosi rappresentanti degli Albi e delle associazioni professionali degli aspiranti all’iscrizione, ed alla presenza del Presidente del tribunale, il Procuratore della Repubblica esaminava i fascicoli contenenti tutta la documentazione necessaria, e rivolgendo alcune domande al rispettivo rappresentante presente. Per quel che riguarda il nostro iscritto, il procuratore, dopo aver constatato, sulla base della documentazione presentata, le competenze tecniche e la professionalità del dott. Calore, mi ha fatto qualche domanda su UNICA e dopo l’assenso del Presidente del Tribunale, ha approvato l’iscrizione del collega.
D. Che cosa ti ha maggiormente colpito?
R. Da una parte la piena disponibilità del procuratore della Repubblica e l’interesse sincero che ha dimostrato nei confronti della nostra Associazione. Dall’altra, l’interesse non proprio… “disinteressato” dei rappresentanti degli Albi presenti appena hanno appreso, in molti casi per la prima volta, dell’esistenza, delle attività e del ruolo che UNICA sta svolgendo per il riconoscimento e la crescita della professionalità del Consulente Ambientale.

 

Riferimenti normativi:


 

I principali articoli di legge che regolano la figura del Consulente Tecnico:

R.D. 18-12-1941, n.1368, “Disposizioni per l’attuazione del codice di procedura civile e disposizioni transitorie”.


CAPO II
Dei consulenti tecnici del giudice.

Sezione I

Dei consulenti tecnici nei procedimenti ordinari.


Art. 13. - Albo dei consulenti tecnici.
Presso ogni tribunale è costituito un albo dei consulenti tecnici.
L’albo è diviso in categorie.
Debbono essere sempre comprese nell’albo le categorie:
1) medico-chirurgica;
2) industriale;
3) commerciale;
4) agricola;
5) bancaria;
6) assicurativa.


Art. 14. - Formazione dell’albo.
L’albo è tenuto dal presidente del tribunale ed è formato da un comitato da lui presieduto e composto dal procuratore della Repubblica e da un professionista, iscritto nell’albo professionale, designato dal consiglio dell’ordine o dal collegio della categoria a cui appartiene il richiedente la iscrizione nell’albo dei consulenti tecnici.
Il consiglio predetto ha la facoltà di designare, quando lo ritenga opportuno, un professionista iscritto nell’albo di altro ordine o collegio, previa comunicazione al consiglio che tiene l’albo a cui appartiene il professionista stesso.
Quando trattasi di domande presentate da periti estimatori, la designazione è fatta dalla camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura.
Le funzioni di segretario del comitato sono esercitate dal cancelliere del tribunale.

Art. 15. - Iscrizione nell’albo.
Possono ottenere l’iscrizione nell’albo coloro che sono forniti di speciale competenza tecnica in una determinata materia, sono di condotta morale e politica (1) specchiata e sono iscritti nelle rispettive associazioni professionali.(2)
Nessuno può essere iscritto in più di un albo.
Sulle domande di iscrizione decide il comitato indicato nell’articolo precedente.
Contro il provvedimento del comitato è ammesso reclamo, entro quindici giorni dalla notificazione, al comitato previsto nell’art. 5. (3)

(1): Il requisito della condotta politica non deve ritenersi più necessario per effetto dell’art.22 della Costituzione.
(2): Le associazioni professionali sono state soppresse per effetto del D.L.vo Luogotenenziale n.382 del 23-11-1944.
(3): L’art. 5 citato non è più operante, per effetto del D.L.vo Luogotenenziale n.369 del 23-11-1944.


Art. 16. - Domande d’iscrizione.
Coloro che aspirano all’iscrizione nell’albo debbono farne domanda al presidente del tribunale.
La domanda deve essere corredata dai seguenti documenti:
1) estratto dell’atto di nascita;
1) estratto dell’atto di nascita;
2) certificato generale del casellario giudiziario di data non anteriore a tre mesi dalla presentazione;
3) certificato di residenza nella circoscrizione del tribunale;
4) certificato di iscrizione all’associazione professionale; (1)
5) i titoli e i documenti che l’aspirante crede di esibire per dimostrare la sua speciale capacità tecnica.
(1): Le associazioni professionali sono state soppresse per effetto del D.L.vo Luogotenenziale n.382 del 23-11-1944.


Art. 17. - Informazioni.
A cura del presidente del tribunale debbono essere assunte presso le autorità politiche e di polizia specifiche informazioni sulla condotta pubblica e privata dell’aspirante.(1)

(1): Il requisito della condotta politica non deve ritenersi più necessario per effetto dell’art.22 della Costituzione.

Art. 18. - Revisione dell’albo.
L’albo è permanente. Ogni quattro anni il comitato di cui all’art. 14 deve provvedere alla revisione dell’albo per eliminare i consulenti per i quali è venuto meno alcuno dei requisiti previsti nell’art. 15 o è sorto un impedimento a esercitare l’ufficio.

Art. 19. - Disciplina.
La vigilanza sui consulenti tecnici è esercitata dal presidente del tribunale, il quale, d’ufficio o su istanza del procuratore della Repubblica o del presidente dell’associazione professionale, può promuovere procedimento disciplinare contro i consulenti che non hanno tenuto una condotta morale e politica specchiata e non hanno ottemperato agli obblighi derivanti dagli incarichi ricevuti.(1)
Per il giudizio disciplinare è competente il comitato indicato nell’art. 14.

(1) Le associazioni professionali sono state soppresse per effetto del D.L.vo Luogotenenziale n.382 del 23-11-1944.
Il requisito della condotta politica non deve ritenersi più necessario per effetto dell’art.22 della Costituzione.

Art. 20. - Sanzioni disciplinari.
Ai consulenti che non hanno osservato i doveri indicati nell’articolo precedente possono essere inflitte le seguenti sanzioni disciplinari:
1) l’avvertimento;
2) la sospensione dall’albo per un tempo non superiore ad un anno;
3) la cancellazione dall’albo.

Art. 21. - Procedimento disciplinare.
Prima di promuovere il procedimento disciplinare, il presidente del tribunale contesta l’addebito al consulente e ne raccoglie la risposta scritta.
Il presidente, se dopo la contestazione ritiene di dover continuare il procedimento, fa invitare il consulente con biglietto di cancelleria, davanti al comitato disciplinare.
Il comitato decide sentito il consulente. Contro il provvedimento è ammesso reclamo a norma dell’art. 15 ultimo comma.

Art. 22. - Distribuzione degli incarichi.
Tutti i giudici che hanno sede nella circoscrizione del tribunale debbono affidare normalmente le funzioni di consulente tecnico agli iscritti nell’albo del tribunale medesimo.
Il giudice istruttore che conferisce un incarico ad un consulente tecnico iscritto in albo di altro tribunale o a persona non iscritta in alcun albo, deve sentire il presidente e indicare nel provvedimento i motivi della scelta.
Le funzioni di consulente presso la corte d’appello sono normalmente affidate agli iscritti negli albi dei tribunali del distretto. Se l’incarico è conferito ad iscritti in altri albi o a persone non iscritte in alcun albo, deve essere sentito il primo presidente e debbono essere indicati nel provvedimento i motivi della scelta.

Art. 23. - Vigilanza sulla distribuzione degli incarichi.
Il presidente del tribunale vigila affinché senza danno per l’amministrazione della giustizia, gli incarichi siano equamente distribuiti tra gli iscritti nell’albo.
Per l’attuazione di tale vigilanza il presidente fa tenere dal cancelliere un registro in cui debbono essere annotati tutti gli incarichi che i consulenti iscritti ricevono e i compensi liquidati da ciascun giudice.
Questi deve dare notizia degli incarichi dati e dei compensi liquidati al presidente del tribunale presso il quale il consulente è iscritto.
Il presidente della corte di appello esercita la vigilanza prevista nel primo comma per gli incarichi che vengono affidati dalla corte.

 


Pagine correlate Riduci
Sportello per il cittadino consumatore Riduci

Sportello per il cittadino consumatore

Sportello per il cittadino consumatore