Unione Italiana Consulenti Ambientali

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Riconoscimento della professione Riduci

Il 10 febbraio 2013 è entrato in vigore la Legge n. 4 del 14 gennaio 2013, “Disposizioni in materia di professioni non organizzate”, pubblicata in GU il 26 gennaio 2013.

Questa normativa avrà effetti dirompenti sulla professione del Consulente Ambientale, in quanto affronta il riconoscimento giuridico della nostra professione,

Per i soci qualificati di UNICA si tratta di una grande opportunità, in quanto questa legge non solo permette di vedere ulteriormente qualificato il nostro lavoro, ma anche che lo stesso sia certificato e garantito. E l’associazione potrà assicurare ai suoi soci, ma non solo, un punto di riferimento in materia di formazione e di assistenza alla professione.

Ma perché questa opportunità diventi concreta c’è bisogno della partecipazione qualificata di tutti i soci. La legge prevede infatti il contributo delle associazioni interessate alla definizione di determinati punti essenziali per il professionista e per la stessa associazione.

Senza la partecipazione fattiva a questa fase, noi Consulenti Ambientali possiamo correre il rischio di vederci cucito addosso un vestito che non ci sta, che non corrisponde a ciò che siamo e che vogliamo essere.

La nostra associazione ha tra i propri Scopi da Statuto (art 2) quello di “Promuovere un sistema di valutazione, controllo e certificazione della professionalità dei soci; Promuovere il riconoscimento giuridico della professione di "Consulente Ambientale"”

A tal fine molto ci si è impegnati fin dalla fondazione, portando avanti un ambizioso progetto per il Riconoscimento della figura professionale.

In questi anni, anche attraverso il confronto con altre associazioni europee di Consulenti Ambientali (UNICA è federata a EcoCounselling Europe) abbiamo lavorato sul nostro profilo professionale per determinare:

  • CHI è il Consulente Ambientale,
  • quali COMPETENZE deve avere
  • che tipo di ESPERIENZE formative e/o lavorative deve aver svolto un professionista per potersi ritenere un Consulente Ambientale.

Ed è stata molto significativa l’attività di studio e di ricerca conseguente alla partecipazione al progetto europeo Leonardo, ECO STANDS FOR, che aveva l’obiettivo di individuare uno standard formativo unico per l’Ecoconsulente in tutti i paesi UE.

La L. 4/2013 cambia il contesto. I tempi sono maturi e occorre quindi misurare le nostre forze e capire se, a distanza di oltre 13 anni dall’inizio di questo percorso, siamo in grado di raggiungere l’obiettivo di una identità giuridica e professionale riconosciuta e garantita per il Consulente Ambientale.

La proposta è quella di costituire in tempi brevissimi un tavolo tecnico interno all’UNICA, che prenda in esame i seguenti punti:

  1. definizione della struttura organizzativa dell’associazione per il rispetto dei requisiti previsti dall’art. 2;
  2. attivazione di procedure che permettano di rispondere ai requisiti previsti dagli artt. 4 e 5;
  3. elaborazione del contributo che l’associazione può dare per i sistemi di attestazione e certificazione descritti negli artt. 7 e 9;
  4. fund raising

 

In particolare è necessario che ci si concentri e poi confronti sui seguenti aspetti:

  • requisiti,
  • competenze,
  • modalità di esercizio dell’attività

 

Alla luce della propria esperienza professionale nel settore ambientale, ognuno dei partecipanti al tavolo dovrebbe concentrarsi su quelle che sono le criticità che ha incontrato rispetto a tali argomenti, e quindi elaborare proposte che  scaturiscano da tali esperienze.

 

La partecipazione al tavolo è aperta a quei soci che desiderano impegnarsi a far diventare l’UNICA un punto di riferimento forte per la figura professionale del Consulente Ambientale.

Inoltre è evidente la necessità di creare, con l’intervento diretto dei soci, una struttura organizzativa che:

  • garantisca il mantenimento dei requisiti richiesti dalla legge,
  • la formazione continua,
  • la presenza associativa sul territorio nazionale con sede in almeno tre regioni,
  • l’attivazione di uno sportello per i consumatori,
  • la possibilità di istituire un comitato di sorveglianza e controllo sul possesso e mantenimento dell’attestazione di professionalità
  • e quanto altro scaturisca dal confronto.

 

La proposta è incontrarci per dare vita al tavolo ed eventualmente prevedere delle sottocommissioni operative sui vari punti.

Considerata la complessità dei temi ogni partecipante dovrà preliminarmente predisporre le proprie osservazioni sui punti fondamentali da approfondire.

La partecipazione rappresenta inoltre l’occasione per misurare la forza dell’UNICA e sarà base di partenza per l’assegnazione delle responsabilità che prenderanno forma dai futuri incontri. In caso di impossibilità alla partecipazione diretta sarà possibile collegarsi in videoconferenza via Skype.

Il sito dell’Associazione rappresenterà il luogo di scambio e divulgazione di tutti i contributi che arriveranno al tavolo.

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